Different, not less
Il funzionamento nello spettro autistico (FSA)

different_copertina_smallAa. Vv., Different, not less. Il funzionamento nello spettro autistico (FSA), a cura di Paolo Fasce, Biblioteca di Educazione Democratica, III, Edizioni del Rosone, Foggia 2015, pp. 275. Isbn 978-88-98936-32-8

 

Persone con Sindrome di Asperger hanno inventato il nomignolo «neurotipici» che è stato affibbiato alle cosiddette persone normali, come comprensibile risposta a chi pensa che chi si muove nello spettro autistico sia una «persona disturbata». In un ipotetico dialogo di presentazione con uno di loro potremmo immaginare Ernesto, Giordano, Giacomo (sullo schermo Adam, Rizvan…) attaccare con «Piacere di conoscerla» (secondo uno script appreso), mentre la risposta emotiva di un neurotipico potrebbe tranquillamente essere: «Il disturbo è tutto mio».
Temple Grandin ci ammonisce: «Different, not less!».
Insistiamo, a partire dal titolo, con un un nuovo acronimo: FSA, Funzionamento nello Spettro Autistico giacché, pur trattandosi di un modo di essere problematico, lo è molto più quando non lo conosce/riconosce. Nello spettro si va dall’alto funzionamento all’insufficienza mentale grave, così come accade per i neurotipici. Eppure l’autismo è ancora circondato da un velo di indifferenza che, spesso, sfocia in comprensibili ignoranze dettate da false speranze o false credenze, allorquando se ne indichi un’origine legata ai vaccini o, peggio, ci si riconduca ancora alla madre frigorifero di area psicoanalitica. Tutte ipotesi scientificamente negate.
Le recenti ricerche mostrano diagnostiche in grado di rivelare, già a pochi mesi di vita, grazie al tracciamento oculare, e con una certa affidabilità, questo tipo di funzionamento che, quindi, è assai probabile abbia uno sviluppo prenatale. E invece di intervenire a partire dai primi mesi di vita, con tecniche, pratiche e personale scientificamente accreditato, ancora oggi la diagnosi avviene con estremo ritardo, con grave danno delle famiglie e delle persone interessate.
Questo contributo raccoglie le migliori tesi del primo Master in Psicopedagogia e Didattica degli Alunni con Disturbo Autistico erogato dall’Università di Genova nel 2013/14 che si è concluso con una petizione al MIUR nella quale gli, ormai, specializzati hanno chiesto di abbandonare l’acronimo DSA per un più appropriato FSA.

 

Paolo Fasce, direttore responsabile di Educazione Democratica, è insegnante di Matematica Applicata presso un istituto statale genovese e ha lavorato per quasi un decennio come insegnante di sostegno specializzato. Pur partendo da un percorso di studi tecnico/scientifico (è ingegnere elettronico) ha coltivato interessi pedagogici impliciti nel suo capitale familiare e nelle sue esperienze di organizzatore di eventi ludici. È professore a contratto dell’Università di Genova su tematiche afferenti l’uso delle tecnologie nella didattica, in particolare sulla disabilità, e dopo il Master in Psicopedagogia e Didattica degli alunni con Disturbo Autistico, ha curato il Laboratorio «Educare alle emozioni, autismo e sostegno alla famiglia» nel corso di laurea in Scienze Pedagogiche e dell’Educazione.

 

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