Educazione aperta per una società democratica
Il prossimo 11 maggio si terrà a Foggia, nella sala giunta di Palazzo dogana (ore 17.00), un incontro sul tema Educazione aperta per una società democratica, nel corso del quale saranno presentate la rivista Educazione Democratica e la collana Pedagogie attive delle Edizioni del Rosone. Maggiori informazioni qui.
Numero 3/2012: Educare e lottare con Paulo Freire
Angicos, nord-est del Brasile. È in questa cittadina che comincia nel 1963 l’avventura educativa di Paulo Freire, che lo porterà a sperimentare un modello di alfabetizzazione e di coscientizzazione politica che si rivelerà efficace in altri contesti segnati dal sottosviluppo, come quello africano. Ma si può considerare attuale la pedagogia di Freire? Cosa ha da dire oggi, a chi vive nel primo mondo? Il suo metodo educativo può contribuire alla chiarificazione dei problemi educativi nelle società post-industriali, consumistiche, globalizzate? Sono queste le domande cui abbiamo cercato di rispondere con il dossier di questo numero, dedicato a Paulo Freire e curato da Paolo Vittoria.
Più che ricostruire la sua figura ed il suo pensiero, abbiamo chiesto ai collaboratori del dossier di usare Freire per leggere i conflitti attuali, i movimenti sociali, le contraddizioni delle società avanzate. Crediamo che i diversi contributi di questo dossier dimostrino la grande vitalità delle categorie di Freire, le possibilità del suo metodo di lavoro anche in contesti molto lontani da quello in cui è nato. Certo, occorre considerare il suo metodo come qualcosa di vivo, e perciò modificabile, suscettibile di adattamenti e di ibridazioni: tutte cose che sono nello spirito stesso di Paulo Freire. [leggi tutto]
Biblioteca di ED
Vol. 1. Michele Ragone, Le parole di Danilo Dolci
Da una prima lettura-discussione delle Bozze di Manifesto «Dal trasmettere al comunicare» (1989) Danilo Dolci aveva tratto il convincimento che fosse opportuno chiarire alcuni termini e nessi. Riteneva che il vocabolario è anche uno specchio: per valorizzarlo ad esprimersi e intendersi, occorre imparare a scegliere. Da qui le domande: «Quale il senso delle nostre parole? che ci significano?» Urgeva dunque una Anatomia lessicale-concettuale, che puntualmente appare come premessa a Variazioni sul tema «comunicare» (1991). Di Dolci si ammira la straordinaria capacità di operare distinzioni, di analizzare i concetti, di chiarire i diversi significati con cui spesso vengono usati, di scomporre, contrapporre e ricomporre i termini, talvolta equivoci, dei problemi: violenza/nonviolenza; sistema clientelare-mafioso / comunità organica; trasmettere / comunicare. Ma la contrapposizione più adatta ad esprimere l’intima tensione del suo pensiero, e che tutte le attraversa, è quella che oppone i fatti ai valori, la rozza materia agli ideali, la realtà all’utopia. Ora, a distanza di tanti anni dalla morte di Dolci, una attenta rivisitazione della sua opera ha consentito di avviare una nuova Anatomia lessicale-concettuale, per meglio cogliere il senso delle sue parole e favorire una lettura diretta dei suoi scritti, semplici e complessi allo stesso tempo.
Michele Ragone, nato a Eboli (Salerno) nel 1944, ha studiato al Liceo Archita di Taranto e si è laureato in Filosofia a Napoli nel 1968. È stato professore di Storia e Filosofia presso il Liceo classico di Crotone e, dal 1976 fino al 2001, in quello di Agropoli, dove oggi vive dedicandosi alla promozione di iniziative culturali.Come coordinatore dell’Associazione Amici di Danilo Dolci attualmente è impegnato nella diffusione della pratica della comunicazione maieutica tra i giovani. [leggi il libro]
In evidenza
- Marinetta Cannito, Restorative Justice and organized crime: a challenge to overcome the culture of mafia
- Yaacov Hecht, L’apprendimento pluralistico come centro dell’educazione democratica
- Irene Stella, In visita alla libera scuola democratica Kapriole
- Alain Goussot, Franco Basaglia e l’ansia dell’incontro con l’Altro: l’approccio della deistituzionalizzazione
- Fulvio Cesare Manara, Il rispetto dei diritti e il suo esercizio nella comunità di ricerca filosofica con i bambini









