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L’alternanza scuola lavoro è una cosa di sinistra

Marilisa Cometti

9 maggio 2016

Fare ASL non significa sposare acriticamente il sistema economico attuale per ciò che è. Anzi. Significa provare ad evitare che nei posti di lavoro migliori ci arrivino sempre e solo i “figli di” che un curriculum non hanno nemmeno bisogno di scriverlo, invece dei meritevoli che però un curriculum non sanno scriverlo.
Significa anche evitare che gli studenti inizino a lavorare sprovveduti come me quando a 25 entrai nel mondo del lavoro. Non avevo la più pallida idea di quale fosse la differenza tra tempo indeterminato, tempo determinato, co.co.co, partita IVA, collaborazione occasionale, ENPALS, INPS, INAIL e infatti per anni mi hanno sottopagata e sfruttata. [Leggi tutto]

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Strade che divergono

Claudia Secci

8 maggio 2016

Un anno fa, a commento di un articolo, Alain Goussot mi scrisse indicandomi il testo di Judith Butler, cui si riferisce la recensione che segue. Essa può essere intesa come un omaggio e un attestato di gratitudine ad Alain, che sfortunatamente non ho avuto il tempo di esprimergli.
La voce di Judith Butler, in questo testo, la cui traduzione italiana reca una premessa di Laura Boella, denota il coraggio di chi, col suo pensiero filosofico/politico, scava nei meandri storici e intellettuali dell’ebraicità (jewishness, da non confondere con l’ebraismo, che è la nozione più dogmaticamente legata alla religione), sottraendola ai limiti del progetto politico sionista. L’intento è argomentato sin dall’introduzione; l’Autrice è, infatti, alla ricerca di una storia religiosa, filosofica e culturale degli ebrei, che sostenga le ragioni di un’interruzione della violenza di stato, del progetto nazionalista e di colonizzazione israeliano perpetrato a danno dei palestinesi. [Leggi tutto]

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Brasile: il Colpo di Stato contro l’educazione pubblica e il pensiero critico

Paolo Vittoria

30 aprile 2016

Il 20 agosto, 2015, Edoardo Cunha è stato denunciato alla Corte suprema dal Procuratore Generale della Repubblica per corruzione e riciclaggio di denaro e accusato di aver ricevuto cinque milioni di dollari in tangenti. Nel documento istituzionale inviato alla Camera dei Deputati si sostiene inoltre che Cunha, presidente della Camera in Brasile, stia utilizzando la Camera stessa e il parlamento “come uno scudo” per difendersi dai propri casi di corruzione. Cunha è uno dei principali orchestratori del Golpe-Impeachment contro la presidente Dilma Rousseff. Inoltre la testimonianza dell’ ex manager della Petrobras, Eduardo Musa, indica Eduardo Cunha come uno degli elementi più influenti nello schema di corruzione dell’azienda brasiliana. Ricordiamo che uno dei motivi sbandierati da Cunha & co. per l’impeachment contro Dilma sono i casi di corruzione della Petrobras di cui, però, lo stesso Cunha è uno dei principali rei. [Leggi tutto]

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La morte di un amico

Walter Omar Kohan

30 aprile 2016

Come scrivere su un amico e sulla morte di un amico? Le parole, che sono sempre insufficienti, sono in questo caso ancora più piccole, quasi ridicole. Se almeno scrivere la parola “tristezza” facesse sì che il nostro mondo fosse un po’ meno triste per un instante… Ma le parole sono sempre meno di ciò di cui abbiamo bisogno… a meno che non siano le parole di un amico. Per questo, vorrei scrivere questo testo con alcune parole di Fulvio, parole che abbiamo scritto insieme, come un modo per averlo ancora tra noi. [Leggi tutto]

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Autistici (e disabili in genere) in “gita” scolastica

Paolo Fasce

25 aprile 2016

Mi permetto di premettere una precisazione che non è solo terminologica, ma che ha lo scopo di illuminare la questione mettendola nella giusta luce. Nel nostro paese non esistono le “gite scolastiche”, ma le scuole sono titolate a fornire il proprio servizio educativo e di istruzione anche avvalendosi di quelli che si chiamano più precisamente “viaggi d’istruzione” e “uscite didattiche”. Detto questo, occorre premettere ulteriormente il fatto che in tali situazioni, la norma prevede che gli accompagnatori debbano essere uno ogni 15 alunni o frazione, più uno per ogni studente disabile. [Leggi tutto]

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Cosa può fare la scuola?

Claudio Berretta

19 aprile 2016

Cosa può fare la scuola per evitare che dei giovani nati e cresciuti in Europa sentano così nemico il mondo che li circonda da desiderare di distruggerlo e da preferire la morte alla vita?
Molto. Ma dipende.
Se la scuola è un ambiente basato sulla competizione, l’individualismo, l’esclusione sarà probabilmente fonte di disagio ed emarginazione, al punto da spingere verso la chiusura nel proprio gruppo culturale o sociale di provenienza, se invece è un ambiente fondato su principi di solidarietà, cooperazione ed inclusione avrà buone possibilità di favorire la creazione di un senso di appartenenza all’umanità intera come sistema eco-mentale di riferimento (Bateson 1976), creando una comunità di apprendimento embrione di una comunità sociale adulta solidale e coesa, a prescindere dal gruppo etnico o religioso di provenienza.[Leggi tutto]

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“Animatore Digitale”: una nuova risorsa o un déjà vu?

Paolo Fasce
Lorenza Boninu

6 marzo 2016

La figura dell’Animatore Digitale, al di là della sua etichetta forgiata in un registro linguistico di tipo propagandistico, vero segno dei tempi, può acquisire un senso se mette in gioco gli strumenti disponibili per la comunicazione e condivisione interna ed esterna e se riveste il ruolo dell’enzima che favorisce l’emergere di disponibilità e competenze latenti, mentre se recita la parte del tecnologo «pontificatore», depositario di strumenti salvifici, è destinato al fallimento. Tuttavia l’ambiguità di questa figura e l’incertezza del suo statuto sembrano la conseguenza di un approccio al tema dell’innovazione scolastica eccessivamente decisionista, forse viziato da presupposti ideologici non sufficientemente meditati dal punto di vista epistemologico e didattico e in parte condizionato da antiche carenze organizzative. [Leggi tutto]

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Un’altra scuola

Antonio Vigilante

27 febbraio 2016

Tutta un’altra scuola è il titolo di una “festa della scuola che cambia” organizzata dalla rivista Terra Nuova, la cui prima edizione si è tenuta a Vaiano (http://www.tuttaunaltrascuola.it). Tutta un’altra scuola! (quella di oggi ha i giorni contati) è anche il titolo di un libro di Giacomo Stella, professore di Psicologia clinica all’università di Modena e Reggio Emilia. Difficile dire se Stella o la casa editrice si siano ispirati per il titolo all’iniziativa di Terra Nuova, che non viene citata nel libro. E’ più probabile che si tratti di un tema nell’aria, per così dire. E’ un po’ il motto dei non pochi insegnanti che con entusiasmo stanno sperimentando la flipped classroom, la classe capovolta, una pratica didattica che Stella considera con grande favore. Se in passato si voleva abolire la scuola, oggi si cerca semplicemente di capovolgerla. Ed è anche il motto di quanti vedono nel ricorso a strumenti digitali la possibilità di una rottura radicale con la scuola della tradizione. [Leggi tutto]

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Coniugare inclusività e valore legale del titolo di studio
Dal voto alla certificazione delle competenze, anche all’esame di Stato

Paolo Fasce

7 febbraio 2016

Quest’anno mi è capitato di fornire un testo di un compito in classe che anticipava una formula che avrei spiegato da lì a poco.
«Siano A(0;3) e B(3;6) punti sul piano cartesiano. Trova l’equazione della retta che passa per questi punti, sapendo che la formula da utilizzare è la seguente: (y-yA)/(yB-yA)=(x-xA)/(xB-xA).»
Volevo verificare che gli studenti fossero in grado di applicare una formula non nota a priori. Nel corso della loro vita, saranno molte più le volte che dovranno applicare formule non note (o dimenticate), piuttosto che quelle note perché a scuola non si possono certo fare tutte (e molte si dimenticano). Si applicano formule quando si pagano le tasse, ad esempio. [Leggi tutto]

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